SEMINARIO APERTO A TUTTI
DALL'ESSENZA ALLA FORMA
"Il Gong Fu fiorisce dalla profondità"
Sabato 18 Aprile - Losanna (Svizzera)
(Il seminario è aperto anche a principianti assoluti)
Il mondo delle arti marziali cinesi è oggi attraversato da una straordinaria ricchezza di forme (Taolu), sequenze e esercizi coordinativi. Questa abbondanza, se da un lato testimonia la varietà di queste discipline, dall’altro rende spesso difficile orientarsi: comprendere il significato delle forme, la loro funzione reale e il modo in cui possano diventare strumenti vivi nella pratica quotidiana non è sempre immediato.
Si rischia così di accumulare movimenti senza coglierne il principio, di eseguire senza comprendere, di riprodurre senza generare trasformazioni profonde.
Eppure, nella visione originaria, ogni forma nasce da un’esigenza precisa, da una funzione chiara, da un processo di sviluppo coerente. Tornare a questa radice significa restituire senso e direzione alla pratica.
Questa giornata di pratica è dedicata a esplorare il significato delle forme nelle arti marziali tradizionali, andando oltre la superficie delle sequenze per riscoprirne l’origine, la funzione e il valore nel percorso di sviluppo individuale.
Attraverso un lavoro guidato, verranno illustrate le diverse modalità con cui le forme sono state concepite e utilizzate nelle varie scuole, mettendo in luce le differenze tra approcci apparentemente simili ma sostanzialmente distinti.
L’obiettivo non è apprendere nuove sequenze, ma trasformare il modo in cui si guarda e si utilizza ciò che già si pratica: rendere la forma uno strumento consapevole, funzionale e integrato, capace di sostenere tanto la crescita marziale quanto lo sviluppo psicofisico.
PROGRAMMA
Nelle arti interne, lo sviluppo di qualità profonde e sottili rappresenta il cuore del percorso. Questo processo non è casuale, ma segue una progressione precisa e strutturata.
Si parte dallo Zhan Zhuang, pratica di coltivazione apparentemente statiche, attraverso le quali si costruiscono le condizioni interne: allineamento, ottimizzazione del dispendo energetico, sviluppo dell’intersezione e della propriocezione.
Da questa base emergono gli Shi Li, movimenti ciclici che permettono di esplorare e sviluppare la forza interna in modo mirato e controllato. In essi il movimento non è mai fine a sé stesso, ma diventa un mezzo per comprendere e raffinare qualità più profonde.
Dalla combinazione e dall’evoluzione degli Shi Li prendono forma le sequenze più complesse: le cosiddette “forme”. Queste non sono altro che l’espressione organizzata di principi già sviluppati, una sintesi dinamica di ciò che è stato costruito nelle fasi precedenti.
Durante il seminario verranno analizzate queste progressioni, evidenziando il ruolo specifico di ogni fase e il modo in cui si integrano in un percorso coerente.
Aspetti teorici
Nel corso della giornata verranno approfonditi alcuni elementi fondamentali per una comprensione chiara e concreta del lavoro:
- L’evoluzione della funzione delle forme nelle arti marziali, dalla loro origine alle interpretazioni contemporanee.
- Il corretto utilizzo delle forme come strumento di sviluppo, evitando gli errori più comuni legati a una pratica puramente imitativa o estetica.
- La distinzione tra studiare, praticare ed esibirsi: tre dimensioni spesso confuse, ma profondamente diverse per obiettivi, qualità richieste e risultati.
- Il principio dell’apprendimento concentrico, secondo cui ogni fase del lavoro non viene abbandonata, ma continuamente approfondita e integrata nei livelli successivi.
Aspetti pratici
La parte pratica rappresenta il cuore dell’esperienza e sarà orientata a rendere immediatamente applicabili i principi trattati.
- Verranno proposte sette routine di movimenti ciclici (Shi Li), attraverso le quali i partecipanti potranno sviluppare una percezione diretta delle qualità interne.
- Si lavorerà sulla prima fase di concatenazione degli Shi Li, osservando come i movimenti si organizzano progressivamente in sequenze più articolate, mantenendo coerenza e continuità.
- Particolare attenzione sarà dedicata alla posizione dell’arco e della freccia (Gong Bu), analizzata non solo come struttura esterna, ma come espressione di relazioni interne tra equilibrio, direzione e funzione.
Perché partecipare?
In un contesto in cui è facile perdersi nella moltiplicazione di forme e tecniche, questo incontro propone un ritorno all’essenziale: non aggiungere, ma comprendere. Non accumulare, ma integrare.
La forma, quando viene separata dalla sua origine, si svuota e diventa un gesto ripetuto. Ma quando viene ricondotta alla sua funzione, si trasforma in uno strumento di trasformazione, capace di unire corpo, mente e intenzione in un’unica esperienza coerente.
Partecipare a questa giornata significa cambiare prospettiva: passare dall’idea di “eseguire una forma” a quella di “abitare un processo”.
È in questo passaggio che il Gong Fu smette di essere qualcosa che si pratica e diventa qualcosa che si manifesta.
Un invito a rallentare, a osservare e a riscoprire, nella profondità del gesto, la possibilità di una reale trasformazione.
