Antonio Antolini

Educare: dal latino educĕre «trarre fuori». In generale, promuovere lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona; Sviluppare e affinare le attitudini e la sensibilità.  Affinarsi, sviluppare le proprie facoltà morali e spirituali, far crescere.


Inizia nel 2001 a seguire il Maestro Mauro A. D'Angelo per pura curiosità verso l’oriente e le potenzialità racchiuse nel concetto di unità corpo-mente. Da questo percorso nasce la consapevolezza di poter avvicinare la pratica marziale alla propria attività professionale che svolge come Educatore in servizi sociali rivolti a disabili, minori, persone socialmente fragili, allo scopo di aumentare nelle persone la conoscenza di se, del proprio corpo e della propria mente, convinto che le pratiche marziali tradizionali rafforzino le cooperazione tra le persone, lo spirito di gruppo, la responsabilità personale rispetto la propria e l’altrui vita.


Attualmente utilizza le conoscenze trasmesse dal Maestro D’Angelo come strumento educativo nei vari ambiti dei servizi sociali ed educativi dove opera. In questi anni ha organizzato laboratori e corsi all’interno di strutture di accoglienza per donne in difficoltà sociale e giovani che hanno dovuto lasciare le proprie famiglie d’origine a causa dell’omofobia dei genitori.


Le arti marziali rappresentano un veicolo unico per le persone di ogni ceto, età e condizione sociale per riacquistare sicurezza in se stessi e nelle proprie possibilità, ritrovare un rapporto sano con la collettività, ritrovare la fiducia necessaria a far fronte alle difficoltà della vita.


Utilizzate in maniera integrata con l’approccio educativo possono rappresentare un apporto eccezionale alla crescita individuale e collettiva.