Ylaria G. Fiora

Il percorso marziale di Ylaria Giorgia Fiora inizia nel 1996 con lo studio del Kung Fu, attraverso gli stili Hung Gar, Tang Lang e Wing Chun, per proseguire con il Tai Ji Quan degli stili Chen e Yang. Un cammino accompagnato dall’interesse per la cultura cinese, approfondito attraverso diplomi in Medicina Tradizionale Cinese (Tuina) e in Lingua e Cultura Cinese.

L’insegnamento diventa presto parte fondamentale della sua vita. Un’attività nella quale si riconosce profondamente e che considera un’occasione continua di apprendimento, anche grazie al rapporto con gli studenti.

L’incontro con DECODE nasce da una curiosità: osservando un video di Zhan Zhuang condotto dal Maestro Mauro A. D’Angelo, rimane colpita dal contrasto tra le vibrazioni corporee dei praticanti e il sorriso sereno di una partecipante. Da quell’interrogativo nasce l’invito al Maestro a Milano e l’inizio di un nuovo percorso.

Nel Maestro D’Angelo riconosce una rara corrispondenza tra conoscenza teorica, esperienza pratica e qualità umane. Ne apprezza la precisione tecnica, il rigore della ricerca e una didattica capace di coniugare chiarezza, sensibilità e attenzione individuale.

Attraverso DECODE, principi già conosciuti acquistano una concretezza nuova. L’allineamento diventa movimento interno anziché semplice postura; il Fang Song assume un significato operativo; lo Zhan Zhuang rivela una profondità prima soltanto intuita. La pratica le permette di incontrare i propri limiti e, contemporaneamente, scoprire qualità di forza precedentemente inesplorate.

Oggi insegna i programmi DECODE in Lombardia, un’esperienza che ha trasformato radicalmente la sua visione della pratica e dell’insegnamento. La progressione didattica DECODE le ha permesso di rileggere il proprio percorso con occhi nuovi, comprendendo il corpo, il movimento e la trasmissione non più come elementi separati, ma come parti di un unico processo di ricerca.  Il suo obiettivo è trasformare sempre più ogni indicazione in un’esperienza corporea verificabile, affinché gli studenti possano comprendere attraverso la pratica ciò che le parole, da sole, non riescono a trasmettere.